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sabato 3 ottobre 2015

Dominus vobiscum


da Ripariamo!
di P.Giuseppe M. Petazzi SJ
S. Lega eucaristica, Milano 1933

 Prima di rivolgere questo divino saluto, di fare al popolo questo santo augurio, il tuo sacerdote, o Gesù, bacia l’altare. Quest’ultimo rappresenta Te stesso. Dunque il Sacerdote ti bacia, per comunicare alle anime il tuo bacio e con esso il tuo Spirito. Di fatto lo Spirito Santo è detto il bacio divino: è il bacio d’amore nel seno stesso della Divinità: bacio del Padre al Verbo e del Verbo al Padre.

venerdì 2 ottobre 2015

Ponte gettato sui laghi sereni, per chi dunque sei fatto e dove meni?

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di Francesco Andrighetti

Davanti alla realtà, questa domanda di Pascoli accompagna l’esistenza di ciascun uomo e di ciascuna donna sin dai primissimi anni di vita. E’ come una costante che sostiene i momenti più belli come quelli più duri. È quella domanda di senso che sostiene il camminare, il cercare, il vivere di tutti e di ciascuno. È quella domanda di Dio davanti al mistero che ogni vita è. Nulla, anche se talvolta non appare con evidenza, preme più di questa domanda. Il prete, nei confronti del suo fratello uomo, ha una duplice responsabilità educativa: far emergere prepotentemente questa domanda di senso e aiutare nel corso della ricerca. Il prete che in modo misterioso sta dentro ma anche davanti alla comunità, è mosso da un’urgenza educativa. Egli, come ogni altro educatore, è chiamato ad aiutare i più piccoli, i più giovani ad ascoltare il cuore e a seguire questa domanda di senso. 

giovedì 10 settembre 2015

Gloria in excelsis Deo!

 

da Ripariamo!
di P.Giuseppe M. Petazzi SJ
S. Lega eucaristica, Milano 1933

Signore Dio mio, Padre, Figlio e Spirito Santo, i cieli e la terra son pieni della tua gloria; il Paradiso sarà la manifestazione della tua gloria, e i raggi della tua bellezza infinita renderanno beati gli eletti nei secoli eterni.
 “Noi saremo allora simili a Lui, perché Lo vedremo come Egli è”. Signore onnipotente, candore di luce eterna, noi ti benediciamo, ti glorifichiamo, ti ringraziamo per la tua gloria infinita.
 Godere dei tuoi divini attributi, esaltare la tua potenza, santità, bellezza, bontà e misericordia, riposarci e compiacerci in queste tue ineffabili grandezze, e quasi uscendo di noi, dimenticando noi stessi, ringraziarti per la gloria immensa, è la preghiera di lode più perfetta e più pura, quella che più rassomiglia all’inno di esultanza che cantano eternamente in Cielo gli Angeli e i Beati.


martedì 8 settembre 2015

Deus tu conversus vivificabis nos...


da Ripariamo!
di P.Giuseppe M. Petazzi SJ
S. Lega eucaristica, Milano 1933

Il tuo sguardo, Signore, è per il mondo delle anime quello che è il raggio del sole per il mondo materiale: illumina, vivifica, feconda. Tu hai guardato la Maddalena peccatrice, e dell’anima sua, deturpata e avvilita da tante colpe, hai creato un capolavoro della tua grazia: una creatura che non ha sete che della tua parola, che inonda i tuoi piedi di lacrime di contrizione, che spezza dinanzi a Te l’alabastro del suo cuore; che non vede più il mondo che sogghigna, che non vede più che Te, Gesù Salvatore, e ti segue in un’ascesa sublime, nelle fatiche dell’apostolato e nelle ignominie della Croce, fino a meritare la grazia suprema di sentirsi purificata e angelicata, sul Calvario, dalla pioggia del tuo Sangue redentore; fino a meritare di vedere il suo lungo pianto d’amore e d’attesa consolato dalla tua apparizione dopo la Risurrezione, e di raccogliere dalla tua bocca divina che la chiama per nome: Maria! l’invito ineffabile che la rende apostola degli Apostoli: “Va ai miei fratelli e dì loro che io salgo verso il Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”.
 Tu hai guardato Pietro che ti aveva rinnegato: Et conversus Domuns respexit Petrum; e l’amore e il dolore hanno aperto nel suo cuore la vena di un pianto che non si è più arrestato e che ha scavato nel suo volto due solchi profondi; il tuo sguardo gli rende la potenza di proclamare il suo amore dinanzi alla Chiesa nascente: Domine, tu scis quia amo Te; il tuo sguardo lo condurrà al martirio di croce, martirio consumato in un atto di ineffabile umiltà: crocifisso come Te, ma con la testa in basso, verso la terra, quasi a testimoniare col sangue e con la suprema umiliazione, la divina potenza della tua grazia e della tua redenzione amorosa.


lunedì 27 luglio 2015

Spirito della liturgia/1

Condividiamo con i nostri lettori l’interessante scritto del Card. Robert Sarah, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino, apparso sull’ “Osservatore Romano” il 12 giugno. Sintesi esaustiva della costituzione conciliare sulla Sacra Liturgia, il presule ribadisce con forza l’attualità del documento ma, soprattutto, sottolinea l’urgenza di recuperare lo spirito che animava l’autentico e necessario rinnovamento voluto dai padri conciliari.

Cinquant’anni dopo la sua promulgazione da parte di Papa Paolo VI, si leggerà, infine, la costituzione del concilio Vaticano II sulla sacra liturgia? La Sacrosanctum concilium non è di fatto un semplice catalogo di ricette di riforme, ma una vera e propria magna charta di ogni azione liturgica.

 Il concilio ecumenico ci dà in essa una magistrale lezione di metodo. In effetti, lungi dall’accontentarsi di un approccio disciplinare ed esteriore alla liturgia, il concilio vuole farci contemplare ciò che è nella sua essenza. La pratica della Chiesa deriva sempre da quello che riceve e contempla nella rivelazione. La pastorale non si può disconnettere dalla dottrina.